Affondamento del Komsomolec

La tragedia del sottomarino russo

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Il K-278 Komsomolec era un sottomarino nucleare da attacco della Marina Sovietica (VMF) entrato in servizio negli anni ottanta. Fu l'unica unità della sua classe.

Si trattava di un battello a doppio scafo, con quello interno in titanio. L'utilizzo di questo materiale consentiva di operare a profondità estreme, di molto superiori a quelle dei contemporanei battelli occidentali: infatti, la profondità operativa era di 1.000 metri, quella massima operativa di 1.250 metri e quella di rottura di 1.500 metri. 

Il 7 aprile 1989 il sottomarino, al comando del capitano Evgeny Vanin, navigava alla profondità di 335 metri a circa 180 chilometri (100 miglia nautiche) a sudovest dell'Isola degli Orsi in Norvegia. Un violento incendio si scatenò nei compartimenti di poppa e, nonostante venissero immediatamente chiusi i portelli stagni, le fiamme si propagarono attraverso le paratie seguendo il percorso dei cavi che attraversavano il sottomarino.

Il reattore nucleare fu fermato con un arresto d'emergenza (SCRAM) causando la perdita della propulsione. Inoltre il controllo del battello divenne difficoltoso a causa di problemi elettrici causati ai cablaggi dall'incendio. Il comandante ordinò un'emersione di emergenza ed il sottomarino emerse, undici minuti dopo lo scoppio dell'incendio. Furono effettuate alcune chiamate d'emergenza ed evacuati i sopravvissuti.

Il fuoco continuò a bruciare alimentato dal sistema di aria compressa del sottomarino. Alcune ore dopo essere emerso il battello affondò definitivamente su un fondale di 1680 metri.

Il comandante e quattro altri membri dell'equipaggio che erano ancora a bordo entrarono nella capsula di emergenza e la sganciarono: a causa del suo parziale allagamento e della presenza di gas tossici, solo uno dei cinque raggiunse vivo la superficie.

Alcuni aeroplani inviati in soccorso giunsero rapidamente e lanciarono alcune piccole zattere di salvataggio ma molti uomini erano già morti per l'ipotermia causata dalle freddissime acque (circa 2 °C) del mare di Barents.

Il peschereccio Aleksey Khlobystov giunse 81 minuti dopo l'affondamento del K-278 e prese a bordo 25 sopravvissuti e 5 cadaveri. In totale perirono 42 uomini nell'incidente.

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